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Tatuaggio e Giappone
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Il tatuaggio è stato praticato in Giappone fin da tempi antichissimi con stili e finalità diverse. Nel periodo feudale il tatuaggio era un marchio d'infamia inflitto come punizione ai condannati che venivano marchiati con un cerchio nero intorno al braccio per ogni reato commesso e, se i reati commessi erano particolarmente gravi,i criminali venivano tatuati anche sulla faccia. Tatuaggi erano anche praticati ai soldati come segno di riconoscimento. Durante il feudalesimo il tatuaggio era molto diffuso in Giappone anche come pegno di fedeltà, in quanto la sopportazione del dolore fisico era comunemente ritenuta una prova di sincerità. Le varie forme di tatuaggio, a partire dal XVIII secolo vennero indicate con nomi diversi: quello punitivo era chiamato irezumi, mentre quello decorativo horimono a Edo (Tokio) e gaman (ossia pazienza, che occorre per sottoporsi ad un tatuaggio) nella regione di Kyoto e Osaka. All'inizio del diciannovesimo secolo una serie di coincidenze, in un particolare momento di trasformazione dell'assetto sociale del paese, diedero origine a una nuova forma di tatuaggio horimono (decorativo) le cui caratteristiche particolari lo rendono unico al mondo per la capacità di raggiungere livelli di qualità, colore, forme, movimento, luce e ombre dei fondi, raffinatezza iconografica, espressiva e tecnica di gran lunga superiore a qualsiasi altra forma di tatuaggio conosciuta fino ad oggi.
Il tatuaggio giapponese Horimono è stato prima immaginato, poi disegnato sulla carta e solo in seguito, è stato riprodotto sulla pelle di uomini veri ed è esistito come fenomeno reale.
Di fronte ad un tatuaggio giapponese ci si rende subito conto della grande differenza concettuale che lo separa dal tatuaggio occidentale: infatti, mentre in occidente i tatuaggi sono disegni isolati incisi nella pelle in una parte qualsiasi del corpo, in Giappone è l'intero corpo ad essere decorato con un unico disegno che ne segue e sottolinea le linee anatomiche e le simmetrie. Ne risulta un perfetto equilibrio tra la parte tatuata del corpo e quella in cui la pelle viene esaltata nella sua purezza.
La tecnica usata attuale è più o meno la stessa usata dai maestri dei secoli scorsi.
Il tatuaggio giapponese nella sua "vita" ha conosciuto periodi di esaltante fioritura e periodi di ingiusta illegalità, continuando però ad essere la massima espressione di quest'arte.
 
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