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Simboli antichi, amuleti e altri... insetti
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insetti.jpgLa farfalla

Anima che esce dal corpo e si riconquista una nuova vita. Sembra essere questa la simbologia tradizionale più appropriata alla farfalla, sicuramente quella di cui erano convinti gli antichi greci e successivamente anche i romani.

Ma la farfalla simbolo dell'anima si ritrova anche dall'altra parte del mondo: per gli aztechi le farfalle erano le anime dei guerrieri caduti in battaglia, mentre nella Casa delle Aquile o Tempio dei Guerrieri il sole è rappresentato proprio da una farfalla. Le coincidenze non mancano, perché nell'antica lingua azteca la farfalla è chiamata papalot, simile al papilio latino e poi al papillon francese. E visto che siamo tornati in Europa facciamo un salto in Irlanda, dove negli antichi racconti del ciclo mitologico, la dea sposa del dio Mider era stata trasformata in una pozza d'acqua dalla prima moglie del dio, gelosa di lei. Dalla pozza uscì un bruco che si trasformò in una magnifica farfalla che gli dei protessero perché aveva poteri miracolosi. Anche qui, quindi il simbolismo è quello dell'anima liberata dall'involucro della materia.

Se nell'Occidente moderno la farfalla è considerata sinonimo di leggerezza che sta per incostanza, fatuità, per la sua grazia in Giappone è l'emblema della donna e della vergine, e due farfalle raffigurano la felicità coniugale. Mentre in Cina i giochi si ribaltano e la farfalla diventa simbolo del giovinetto bramoso di sperimentare il proprio erotismo in giochi amorosi. In tutto l'Oriente infine, la farfalla è sinonimo di lunga vita, poiché corrisponde al numero settanta, perciò augurando "farfalla" si augurano altri settant'anni.

L'ape

L'ape è da sempre simbolo di sovranità. Casate nobiliari di tutto il mondo e di tutte le epoche hanno questo simpatico e laborioso insetto raffigurato sui propri stemmi, anche se, per importanza, va sottolineato come simbolo della sovranità  merovingia. L'ape veniva anche usata come ornamento del mantello dei re francesi e basta pensare che sul mantello di Childerico I ne sono state contate addirittura 300, in oro. Anche Napoleone se ne fece cucire una sul mantello quando venne incoronato imperatore, ma l'ape, simbolo di saggezza, era stato anche un emblema dei re egiziani.
Osservando bene poi, ci accorgiamo che l'ape ed il triangolo formano il sigillo di Salomone. Il tutto è racchiuso in un esagono che rappresenta l'alveolo.
La leggenda narra che quando un'ape vola, un'anima ascende. E si credeva che la persona sarebbe stata accolta alla vita ultraterrena se un'ape fosse stata presente nel momento della morte.
Ma è nella mitologia degli antichi greci che l'ape assurge al ruolo di dio. Nella religione ellenica infatti, talvolta Zeus viene chiamato Melisseo (uomo-ape): da piccolo era stato nutrito dalle api di Creta, a cui aveva poi donato il colore aureo. L'ape era sacra anche ad Artemide nel suo ruolo di ninfa orgiastica e il piccolo insetto, in quanto simbolo di produttività, era identificato poi con la dea ellenica Demetra e le romane Cerere e Opi.
Dall'altro capo del mondo, secondo la religione indiana, Visnù, Krishna e Indra sono chiamati Madhava (nati dal nettare) e sono spesso raffigurati con un'ape posata su un fiore loto, mentre Karma ha una corda dell'arco fatta di api.
Anche una grande religione monoteista come il cristianesimo adottò l'ape come simbolo: si dice che San Giovanni Crisostomo ("dalla bocca d'oro") fosse nato con uno sciame di api che gli volteggiava intorno alla bocca a simboleggiare la dolcezza della sua predicazione. La stessa leggenda viene riferita a Sant'Ambrogio e a San Bernardo di Chiaravalle, entrambi famosi predicatori.
Nel folclore di tutto il mondo, diverse sono le spiegazioni relative alle origini dell'ape. Nella Germania medievale si pensava che le api fossero state create dal Signore perché fornissero la cera per le candele delle chiese, mentre secondo una credenza bretone, le api nacquero dalle lacrime di Cristo sulla croce. Il mito più diffuso, però, resta quello narrato nella quarta delle "Georgiche" di Publio Virgilio Marone, secondo cui le api sarebbero generate da carcasse di buoi in putrefazione. Questa leggenda, riportata anche da Aristotele, nacque perché la gabbia toracica di un bue morto è il luogo ideale per un alveare. Un'altra credenza diffusa è che le api debbano essere informate della morte del loro apicoltore, altrimenti se ne andranno o moriranno.

Lo scarabeo

Nella religione egizia lo scarabeo era simbolo di creazione e rigenerazione spontanea. L'immagine dello scarabeo era utilizzata come ornamento e come totem nei rituali sacri e nelle pratiche funerarie: spesso venivano intagliati dall'antracite o dalla steatite, ma potevano anche essere ricavati da minerali semipreziosi o plasmati dall'argilla. Durante la vita e dopo la morte, uno scarabeo era spesso indossato come amuleto portafortuna. Gli scarabei erano inoltre utilizzati come timbri nell'amministrazione dai funzionari egizi, e spesso sulla loro base si trovava incisa un'importante informazione in scrittura geroglifica. Alcuni scarabei recavano incisi i nomi della regalità, altri avevano formule magiche scritte su di essi. Lo scarabeo del cuore era utilizzato per aiutare il viaggio del defunto nell'aldilà: metterne uno tra le fasce del corpo mummificato o nella tomba era un augurio di nuova vita.
Inoltre Khepri è la denominazione dello scarabeo sacro dell'antico Egitto, che tratteneva tra le zampe anteriori il disco solare, ed era munito delle ali del falco. Già venerato in epoca antichissima, venne imposto come divinità solare dal clero di Elaiopoli, rappresentato in forma umana con uno scarabeo sul capo, oppure antropomorfo con corpo umano e testa di scarabeo. 
Diversi secoli dopo, la tradizione cristiana medievale ribalterà la concezione positiva dello scarabeo, tramutandolo addirittura in un simbolo di Satana, mentre  per i cristiani irlandesi impersonava lo stesso Satana dopo aver ingoiato le anime dei peccatori.

Lo scorpione

Nella religione egizia lo scorpione era un attributo di Set ma anche il protettore dei morti, sacro alla dea dell'Oltretomba Selkhet. Nella mitologia egizia compare in tantissimi miti:  per esempio sette scorpioni, donati da Djhuti, accompagnarono Eset nella ricerca del corpo del marito. In un altro mito Set, sotto forma di scorpione, tentò di uccidere Hor, ma gli Dei lo riportarono in vita.
Nel folclore europeo lo scorpione è invece il simbolo del male del tradimento. Nella mitologia cristiana, Gesù diede autorità e potere ai suoi discepoli sugli scorpioni, che simboleggiano tutto ciò che si oppone alla volontà e all'autorità del Signore. Il simbolismo medievale lo scelse come simbolo di Giuda, il traditore di Gesù, e degli Ebrei, che nel Medioevo furono perseguitati dai Cristiani.

 





         


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