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Cornuti e contenti
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corna.jpgNel mondo del tatuaggio le figure cornute sono tante e ben differenziate per tipo di messaggio: troviamo i demoni e i soggetti ‘cattivi'; donne e diavolesse, quasi sempre molto sexy; simboli eroici o aggressivi come i guerrieri celti, vichinghi, germanici o fantasy; simboli portafortuna; figure cornute di animali e anche divinità pagane di antichissima memoria. Il simbolo delle corna si riallaccia infatti a una storia molto antica, dove è protagonista di una millenaria forma di rispetto e venerazione. Ma oggi, che significato hanno i cornuti e sono davvero contenti? 

Facciamo le corna

Diffuso in molte parti del mondo è quel gesto di scaramanzia dove facciamo le corna con la mano, puntando indice e mignolo contro una minaccia o un nemico, vero o immaginario che sia. Anche il gesto offensivo che si scambiano automobilisti, camionisti e motociclisti arriva da questo ancestrale retaggio magico. Invece, il gesto di trionfo consolidato fra rockers e metallari - fare le corna con la mano tenendo aperto di lato il pollice - riporta a un uso arcaico del simbolo come segno di supremazia. In tutte le tradizioni le corna sono simbolo di potenza, forza dirompente, vittoria. L'animale con le corna può difendersi, attaccare, colpire e sgominare l'avversario. Per gli occultisti, le corna hanno il potere di lacerare le forme negative, invisibili agli occhi umani, dovute a sortilegi e maledizioni.

Il corno portafortuna

Il cornetto portafortuna era in auge già ai tempi degli antichi Romani, non è mai caduto in disuso e probabilmente è l'amuteto made in Italy più popolare. Ancora oggi si utilizzano corna, cornetti e figure cornute come protezione contro il malocchio e nel Sud Italia, soprattutto nel Napoletano, c'è una lunga tradizione storica in merito che si è riversata nel tatuaggio; quello napoletano doc è ricco di figure scaramantiche dove le corna hanno un ruolo di primissimo piano.

Popolare è anche la cornucopia o Corno dell'Abbondanza: è un grande corno rovesciato, traboccante di fiori, frutti, grano, pietre preziose e monete d'oro che la Dea Fortuna (un aspetto della Grande Madre) offre in dono. Simbolo di felicità, fortuna, salute e giovinezza, regalare una cornucopia a un matrimonio o a una nascita porta bene.

Portafortuna per eccellenza è l'unicorno, un piccolo cavallo bianco con un lungo corno appuntito sul muso col quale può fare a pezzi i nemici e nel contempo, col suo tocco, risana ogni ferita. Secondo la leggenda, la polvere del suo corno è afrodisiaca.

Storie del branco

Nel branco, i cervi maschi lottano per il possesso delle femmine e soltanto il vincitore conserverà, oltre alla supremazia sessuale, anche le sue splendide corna ramificate; quelle del cervo sconfitto finiranno per indebolirsi e cadere, per poi ricrescere l'anno seguente. Qual è il nesso fra queste e le ‘corna' metaforiche collegate all'infedeltà coniugale? Son sempre corna di tipo sessuale, ma tra il sud e il nord dell'Europa cambia qualcosa. Quando noi diciamo che una persona «porta le corna», alludiamo ai tradimenti della sua ‘dolce metà'; per gli inglesi «I'm horned» - traducibile come «sono cornuto» - è un modo volgare per dire «sono eccitato».

Il Divin Cornuto

Corna e figure cornute sono da sempre simbolo di fertilità, evocano il prestigio della forza vitale e della vita inestinguibile, rappresentano la maestà e i benefici del potere regale e nei tempi antichi caratterizzavano le grandi divinità della fecondità. Il «dio cornuto» è una parola moderna, inventata per collegare fra loro le divinità maschili della natura che si sono sviluppate nella mitologia di varie culture: il celtico Cernunnos, il gallese Caerwiden, l'indu Pashupati, il greco Pan e i satiri in genere, fino agli spiriti cornuti della foresta e della natura come Puck, Robin Goodfellow (una specie di elfo del folklore inglese) e Green Man, l'Uomo Verde (analogo all'Uomo Selvatico delle nostre Alpi) la cui testa cornuta e ricoperta di foglie, scolpita nella pietra, è spesso presente all'interno di tante chiese britanniche.

In tutte le culture questa divinità cornuta ‘maschia' è associata a boschi, animali selvaggi e caccia; spesso collegata con la virilità maschile, come simbolo di sessualità rappresenta una delle Forze della Natura più elementari e ogni ‘divin cornuto' è complementare di una dèa di fertilità, una sfaccettatura della Grande Madre. Un altro nome del ‘divin cornuto' è Cacciatore (talvolta impugna un arco): visto che non solo dona la vita come Padre, ma come Cacciatore anche la toglie, insieme alla Grande Madre è parte integrante del grande ed eterno ciclo di nascita, morte e rinascita.

Corna bisex

In passato le corna erano un segno di presenza della divinità e sacri erano animali come toro, capra, ariete e cervo. Le corna degli animali sono cariche di significati scaramantici e propiziatori, così il ‘divin cornuto' degli antichi è spesso ritratto con corna bovine o con grandi corna di cervide. Le corna del dio sono considerate simbolo di potenza maschile, resistenza, protezione e a volte sono un simbolo fallico. Il dio celtico Cernunnos, Signore degli Animali con corna di cervo, impugna come uno scettro un serpente con corna d'ariete: è la forma sacra e mitizzata dell'essere maschile fertile con i suoi attributi: dalla prorompenza sessuale allo spermatozoo.

Non tutte le divinità cornute di antica memoria sono maschili: le dee Astarte e Isis, per esempio, sono spesso raffigurate con le corna. Isis, come molte Dèe Madri, sulla testa reca una falce di luna oppure corna di vacca, e una mucca di colore bianco come il suo latte (e come la luce della luna) è l'animale sacro alla dèa egizia Hathor e alla celtica Brigit. La greca Artemis, che i Romani chiamano Diana, riunisce in sé tanti elementi simbolici: governa i boschi, è accompagnata da cervi, è cacciatrice armata di arco ed è una dèa lunare; uno dei suoi simboli è una falce di luna che ritroviamo accanto ad altre dèe e persino accanto al dio Pashupati, il ‘progenitore' di Shiva.

Ti presento il diavolo

Con l'arrivo dell'era cristiana è diventata popolare una figura di Satana, raffigurato come un uomo-capra e ricalcato dall'immagine del Pan greco. Trasformato Pan nella figura del Diavolo con l'intento di insegnare alla gente che il paganesimo era il male, poi è toccato alle streghe: un loro dio era cornuto e così l'Inquisizione le ha bruciate accusandole di adorare Satana, ma in realtà le streghe erano assolutamente pagane. Aspetto a parte, però, le due figure sono diverse: mentre Satana è descritto come un angelo caduto ed essenzialmente Maligno, il cornuto dei pagani è una forza della natura, né interamente maligna e né interamente benigna. Gli aspetti positivi dell'antico ‘divin cornuto' sono stati riattribuiti a Satana dal moderno satanismo, anche se bisogna fare un distinguo: il culto del Diavolo è una religione monoteista che esiste solo in funzione del cristianesimo, a cui si oppone. Invece il paganesimo, molto più antico delle religioni monoteiste (cristianesimo, satanismo, ebraismo e islamismo), ha concepito un mondo sacro con tanti dèi. E non ci sono diavoli per i pagani: la loro religione si fonda sul sincretismo (la fusione di tutte le cose) e non sull'antagonismo. Attenzione, però: molte persone che si tatuano un demonio non sono satanisti; lo scelgono perché è un simbolo controcorrente e nella nostra società, ancora profondamente cattolica, un diavolo continua a rappresentare ribellione, anticonformismo e sfida.

Le corna in edicola

Il numero 29 di Tattoo 1 Tribal è ricco di foto di tatuaggi dove stavolta abbiamo dedicato uno ‘specialone' al tema Corna e figure cornute. Se avete in mente di tatuarvi qualcosa con le corna, troverete molte idee a cui ispirarvi. A questo punto, però, un consiglio: diavoli e maschere di demoni (come vedrete) se li tatuano ormai in tanti e nel terzo millennio un vero spirito anticonformista è chi sa scegliere, anche nel tatuaggio di un soggetto cornuto, qualcosa di vero e profondo che non sia condizionato dai soliti schemi. Insomma, se volete essere cornuti siatelo, non per fare dispetto a qualcuno ma perché siete davvero convinti e contenti di esserlo.

 
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