Lo troviamo in Oriente, in gran parte dell'Asia, in Australia, Africa ed Europa, nelle Americhe, in Groenlandia e nell'Artide: tutte terre ricche di leggende sui draghi. Animale favoloso, figura simbolica universale, il drago è un tatuaggio amatissimo e speciale.
La figura del drago si incontra presso la maggior parte dei popoli di tutto il mondo, tanto nelle culture primitive che in quelle orientali, in Medio Oriente e in Africa, nella cultura classica e in quella germanica e scandinava. Il drago di ogni leggenda viene raffigurato come una fusione di elementi tratti da animali molto pericolosi e aggressivi: serpenti, coccodrilli, leoni e animali preistorici; nella mitologia cinese e giapponese ha anche corna di cervo e lunghe antenne a baffo.
Ecco una sua descrizione, tratta da un antico bestiario: «Alcuni gli attribuiscono un corpo di serpente alato, che vive nel cielo e nelle acque; le sue fauci sono enormi, divora gli uomini e gli animali che prima ha ucciso con la sua enorme coda. Altri, invece, lo credono terrestre, le sue fauci sono molto piccole, la sua enorme e forte coda è un elemento di distruzione, può anche volare. Non mancano autori che lo credono anfibio». In realtà il drago può vivere sottoterra, come può essere aereo e acquatico.
Il cucciolo di drago nasce dall'uovo, come i rettili e gli uccelli. Secondo uno dei tanti miti, le sue uova si schiudono dopo cinquecento anni, mentre per diventare adulto il drago impiega ventimila anni. Nella saga di Harry Potter di J.K. Rowling la figura del drago è ricorrente e nel quarto romanzo, Harry Potter e il calice di fuoco, rubare l'uovo del drago è una delle prove del torneo Tremaghi.
Drago dall'acuta vista
Il nome drago significa "dall'acuta vista". Deriva dal latino draco, che a sua volta deriva dal greco drákÿn, termine che ha origine nelle parole greche derkein, dérkomai che significano vedere, fissare con lo sguardo.
Ritenuto un simbolo di profezia e saggezza, da sempre è posto a guardia di templi e immensi tesori (nella favola "La volpe e il drago" di Fedro, il mitico animale appare per la prima volta come guardiano di tesori nascosti). Questo animale è presente in vari episodi della mitologia greca, come in quello del drago Pitone ucciso da Apollo o del drago Ladone, padre delle Esperidi, che custodisce l'albero delle mele d'oro; ucciso da Eracle, Ladone venne posto nel firmamento nella costellazione del Draco. Ampie trattazioni sul drago sono presenti anche in opere di scrittori antichi come Plinio, che ne parla nella sua "Historia Naturalis".
I draghi orientali sono perlopiù ritratti come buoni amici del genere umano, mentre quelli occidentali sono aggressivi e avidi di sangue. Nella sostanza, però, il drago è sempre se stesso e ha caratteristiche ovunque riconoscibili: forte, maestoso, vigile e dalla vista acutissima, e molto più antico degli esseri umani.
Il drago superiore e quello domato
In Cina il drago simboleggia la perfezione sublimata e superata, è un «drago superiore e domato» che si è autopurificato e spiritualizzato; simile per concetto, sebbene con sfumature filosofiche diverse, a quello che ubbidisce a San Giorgio dopo essere stato sconfitto dal santo. Nell'iconografia cristiana il drago rappresenta il Diavolo; questa caratterizzazione negativa deriva da figure mediorientali, come il drago dell'Antico Testamento, che a sua volta deriva da una precedente dea-drago babilonese, Tiamat, un'antica dea madre poi caduta in disgrazia e trasformata in mostro.
In Occidente chi vince il drago vince sui propri istinti, sul "mostro" nascosto dentro sé, azione che nobilita l'eroe verso una maggiore consapevolezza spirituale. Il combattimento con il drago è la grande prova per eccellenza: sconfiggono il drago i greci Apollo, Cadmo, Perseo e l'eroe Sigfrido della mitologia nordica. I santi patroni dei cavalieri, San Giorgio e l'Arcangelo Michele, appaiono nell'atto di combatterlo in tante opere d'arte che raffigurano prodigi.
Nella Bibbia si esagera il carattere negativo del simbolo (fra gli altri, parla di draghi il libro dell'Apocalisse) mentre nelle religioni non moralistiche dell'antichità il drago viene esaltato al pari di una divinità: così appare negli stendardi degli antichi fenici e in quelli cinesi della dinastia Manchù.
Il drago scandinavo
Il drago è presente anche nella mitologia scandinava, dove è visto come essere malefico; come Fafnir, il drago che ruba e custodisce il tesoro dei Nibelunghi e viene ucciso da Sigfrido. Altra caratteristica del drago scandinavo è la sua capacità linguistica: esso è in grado di parlare tutte le lingue, di cui si serve per mentire e ingannare. A questa figura si ispira Smaug il Dorato, il drago parlante descritto da J.R.R. Tolkien nel romanzo "Lo Hobbit".
In Scandinavia l'ormr (da cui deriva il wyrm o Grande Verme delle leggende, descritto anche da Tolkien) è solitamente descritto in forma di enorme serpente, senza zampe. Uno dei draghi della letteratura tradizionale germanico-scandinava che maggiormente descrive lo stereotipo, successivamente accolto dall'immaginario popolare e dal filone fantasy, è quello del poema anglosassone "Beowulf". Qui compare Grendel, una serpe alata che sputa fiamme e custodisce un antico tesoro.
Il drago cinese
In Oriente il drago viene associato al fulmine, alla pioggia e alla fecondità. In Cina è considerato un essere positivo e di grande saggezza, tanto che il trono dell'imperatore cinese era detto il Trono del Drago e la sua faccia il Volto del Drago. Le credenze cinesi affermano anche che, alla morte di un imperatore, esso volasse in cielo sotto forma di drago e che quando un drago si alza in volo, la pressione delle zampe sulle nuvole provoca la pioggia. Dire «la terra si unisce al drago» per i Cinesi significa che sta piovendo e una tradizione rurale cinese per invocare la pioggia consisteva nel fabbricare un grande drago di legno e carta, che poi veniva portato in processione.
Per gli orientali ogni elemento della natura possedeva un suo drago: il drago delle acque faceva piovere sulle piantagioni e il drago d'oro proteggeva i tesori celesti. I draghi orientali avevano anche una particolarità, le dita; i draghi normali avevano quattro dita, mentre quelli imperiali ne possedevono cinque. Secondo altre fonti i lung (draghi) indonesiani hanno tre dita, i lung giapponesi ne hanno quattro e i lung cinesi o imperiali ne hanno cinque. I draghi imperiali (detti anche draghi celesti) accompagnavano gli imperatori defunti fino a un grande palazzo, che si trovava al di sopra delle nuvole, non visibile ai mortali. Il drago della fortuna che compare nel romanzo "La Storia Infinita" di Michael Ende è ispirato a questa tipologia cinese.
Il drago che si morde la coda
In altre occasioni il drago rappresenta la ruota della vita ed è il simbolo della "vita ritmica". È il caso dell'Ouroboros, il drago che si morde la coda, emblema del tempo e della sua ciclicità, e simbolo della vita che continua e sempre si rinnova, eternamente scandita in periodi successivi, come le tre età: giovinezza, maturità e vecchiaia. Infine, il drago è l'intermediario fra la terra e le potenze cosmiche, perché può entrare in contatto con tutti gli stadi dell'esistenza: lo spirito e la sfera divina, la vita e le sue manifestazioni terrene, le forze interiori più sotterranee e segrete.
Dragonology e Dragon Tattoo
Chi sono i draghi, in quali specie sono suddivisi e dove vivono? Montagne e draghi sono sempre associati. L'ambiente alpino è il luogo ideale per i draghi europei che vivono in grotte al di sopra della vegetazione arborea, nascosti fra le montagne più alte. I draghi tibetani vivono sulla catena dell'Himalaya, fra picchi inaccessibili e monasteri, e i monaci eleggono fra loro un Maestro per mantenere buone relazioni con i draghi della zona. L'amphitera, un drago messicano senza zampe e con ali piumate, veniva venerato come un dio del sole da Olmechi, Maya e Atzechi. Il lindworm, un drago-serpente alato descritto in varie leggende scandinave, spesso è un drago marino. Marco Polo riferisce di aver visto i lindworm anche nelle steppe dell'Asia Centrale...
Per saperne di più c'è Dragologia, il libro completo dei draghi, compilato dal Dr. Ernest Drake, libro che fra l'altro raccoglie splendide illustrazioni da cui si può trarre spunto per il tatuaggio di un favoloso drago in stile medievale o fantasy.
A proposito, se cercate dei flash set con disegni originali di draghi giapponesi, draghi tribali e draghi traditional, ecco The Best Dragon Tattoo of Guido Baldini, un numero speciale dove abbiamo racccolto tutti i draghi a colori più belli realizzati da questo disegnatore e tatuatore di grande talento.
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