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Il tatuaggio nella Grecia antica e a Roma |
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I greci appresero l'arte del tatuare dai persiani. Le loro donne erano affascinate dai tatuaggi che consideravano segni di bellezza esotici.
A loro volta i greci trasferirono quest'arte ai romani. Molti scrittori romani come Seneca e Virgilio narrano di schiavi e criminali tatuati.
Durante l'Impero Romano tutti gli schiavi trasferiti in Asia venivano tatuati con le parole "tassa di pedaggio".
I greci e i romani usavano inoltre il tatuaggio come forma di punizione.
Verso il IV sec., quando Costantino divenne Imperatore romano e abolì l'illegalità a cui era stato soggetto il cristianesimo fino a quel momento, bandì il tatuaggio sulla faccia, cosa molto comune tra i prigionieri, i soldati e i gladiatori. Costantino credeva che il volto umano fosse una rappresentazione dell'immagine di Dio e che pertanto non andasse violato.
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