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Il tatuaggio in Siberia, Alaska e Groenlandia |
Il reperto più antico è una figura antropomorfa in dente di tricheco, risalente al 95 a.C., che rappresenta il mento inciso da linee.
Al Museo di Nuuk sono esposte delle mummie, trovate nella Groenlandia occidentale, la cui età è stata stimata attorno ai cinquecento-seicento anni, che presentano tatuaggi eseguiti secondo la tecnica del "cucito".
La tecnica del cucito consisteva nel prendere ago e filo, intingere il filo nel colore (generalmentenerofumo, grafite, cenere o estratti vegetali spesso mescolati con l'urina) e perforare la carne con l'ago. Questa operazione era eseguita dalle donne più anziane, ovvero coloro che sapevano maneggiare meglio l'ago e il filo.
Come in tutte le culture tradizionali, i disegni hanno un valore spirituale, magico-rituale, ma nel caso degli Inuit è anche terapeutico.
Le donne avevano il mento tatuato: una serie di linee, la prima delle quali veniva tracciata in occasione delle prime mestruazioni, mentre le altre in occasione del matrimonio e delle nascite dei figli.
Gli uomini venivano festeggiati quando facevano la loro prima vittima in una battuta di caccia alla foca o alla balena e in quell'occasione ricevevano dei tatuaggi puntiformi sul petto, sulle spalle, sulle articolazioni e delle linee che attraversavano il naso, la bocca o le orecchie.
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