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Diario di un tatuaggio francese |
Detto e fatto, eccomi ad Angoulême, piccola deviazione nel mezzo di una mia breve vacanza parigina, con due meravigliose rose nere nello zaino.
Scesa dal velocissimo TGV cerco subito Valère, tatuatore conosciuto all'ultima Tattoo Convention di Napoli e da allora divenuto mio carissimo amico. Alla fine si avvicina un ragazzo altissimo, un incrocio tra un black metal e un dark anni 80. Timidamente mi chiede se sono Silvia; in macchina mi spiegherà che Valère doveva terminare un tatuaggio e per questo non era potuto venire a prendermi.
In breve raggiungiamo lo studio, il Valère Tattoo Tatouages. Valère, di origine napoletana (ha tatuato sul collo "100% francese" e "100% italiano"), sta finendo un ritratto sulla spalla di una ragazza. Tempo mezz'ora e finalmente è libero. Un lungo abbraccio e via con le presentazioni dei suoi amici e collaboratori. Si fissa quindi il mio tatuaggio per l' indomani mattina.
La serata trascorre tra bicchieri di ottimo Bordeaux e i due cani Bull Terrier di Valère e della sua compagna Odille. Ma ecco che arriva la mattina seguente e il mio tattoo. Valère inizia ricalcando il flash sulla carta velina e applicando poi il disegno sulla parte del corpo prescelta. Un controllo davanti allo specchio e si parte. Comincia dalla rosa posizionata sull'anca destra. L'outline è decisamente fastidioso, ma nel complesso il tempo passa in fretta. Terminata la prima rosa ci beviamo un caffè (anche se chiamare caffè quel liquido scuro è un po' un eufemismo). Dopo mezz'ora Valère ha già in mano la macchinetta per la seconda rosa. Questa volta fa davvero male. Ognuno ha una parte del corpo più sensibile, la mia è la sinistra, accidenti. L'outline sembra non finire mai. Poi è la volta del riempimento nero, delle sfumature gialle e infine di un ulteriore outline esterno bianco, per far "uscire" ancor di più la rosa, mi dice Valère. Le stelle sono definitivamente sparite, al loro posto due meravigliose rose nere; vale davvero la pena di stringere i denti qualche minuto se poi il risultato è questo! Sia Davide che Valère hanno fatto un lavoro eccezionale. Valère mi spiega come avere cura dei miei nuovi tattoos: per quel giorno lavare la parte con della semplice acqua tiepida e dal giorno dopo applicare una crema idratante specifica per pelli sensibili (per bambini) per un paio di settimane.
Gli arrivederci mi rendono triste; quando poi si tratta di andarsene da una città bella come Angoulême (dove tra l'altro ogni anno in gennaio si svolge il più importante festival del fumetto d'Europa) e da un amico tatuatore come Valère è ancora più difficile. Mi consola il sapere che porterò sempre con me un pezzo di lui, le sue-nostre rose (anche se in realtà sono mie, di Davide e di Valère). E ora si ritorna a Parigi.
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