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Tatuaggio e Giappone |
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Il tatuaggio è stato praticato in Giappone fin da tempi antichissimi con stili e finalità diverse. Nel periodo feudale il tatuaggio era un marchio d'infamia inflitto come punizione ai condannati che venivano marchiati con un cerchio nero intorno al braccio per ogni reato commesso e, se i reati commessi erano particolarmente gravi,i criminali venivano tatuati anche sulla faccia. Tatuaggi erano anche praticati ai soldati come segno di riconoscimento.
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Tatuaggio e Papua-Nuova Guinea |
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Le donne Maisin della Papua Nuova Guinea nord orientale sono tra le poche a praticare ancora il tatuaggio facciale. Dopo il contatto con la civiltà moderna, il tatuaggio, che da secoli era parte di un rito di iniziazione tribale che aveva lo scopo di "comunicare" il passaggio dall'infanzia alla pubertà delle ragazze, è diventato espressione di un altro "messaggio" sociale.
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Tatuaggio e Polinesia |
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Dal punto di vista del significato sociale e culturale il tatuaggio è da sempre stato per i Polinesiani un simbolo di bellezza e al contrario di quello che verrebbe spontaneo pensare, piu' importante per l'uomo che per la donna. Gli uomini quando potevano permetterselo si facevano tatuare l'intero corpo, mentre le donne si limitavano a piccoli segni intorno alle labbra, alle orecchie (le donne più ricche anche sulle gambe e sugli avambracci). Più un corpo era tatuato e più era considerato affascinante ed elegante.
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Tatuaggio ed Europa |
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In Europa il tatuaggio era stato vietato dalla Chiesa Cattolica fin dal 787 d.c.(da Papa Adriano I, nel concilio ecumenico di Nicea) ed era rimasto relegato ad alcuni santuari, dove i frati stessi, nonostante il veto papale, tatuavano croci o semplici segni ai fedeli come testimonianza del loro pellegrinaggio, e agli artigiani, che in quasi tutta Europa perpetuavano la tradizione di tatuarsi il simbolo del loro mestiere.
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Tatuaggio religioso e Santuario di Loreto |
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Gli abitanti dell'Appennino Marchigiano avevano l'uso di tatuarsi, soprattutto gli uomini, sull'avambraccio vicino ai polsi. Fino a poche decine di anni fa era facile vedere nei campi contadini con le maniche rimboccate da cui spuntavano tatuaggio bluastri: una figura, un motto, una croce, i simboli della Passione con il sole e la luna e dello Spirito Santo, uno o due cuori trafitti talvolta sotto una croce piantata su un globo, una stellina e così via.
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