Fenice, un tatuaggio immortale

Immagine di un Tatuaggio di una Fenice StilizzataSimbolo di resurrezione e immortalità, animale alato mitico e tatuaggio amatissimo. Ecco la gioiosa fenice

Simbolo di resurrezione e immortalità, animale alato mitico e tatuaggio amatissimo. Ecco la gioiosa fenice

Fenice, simbolo immortale

La fenice è un uccello mitologico ricco di profondi significati e riconosciuto in differenti culture, anche se la figura nota in Occidente deriva dalle antiche mitologie mediterranee. Gli antichi Egizi furono i primi a parlare dell’uccello sacro Bennu (che si autorigenera), il quale poi divenne la fenice delle leggende greche e l’araba fenice di quelle mediorientali. Come l’airone che, quando spicca il volo, secondo i poeti sembra mimare il sorgere del sole dall’acqua, così la fenice veniva associata all’anima del dio solare per importanti divinità egizie come Ra, di cui era l’emblema, e Osiride.

Risorge dalle sue ceneri

Uccello sacro favoloso, la fenice viene descritta con l’aspetto di un’aquila reale e un piumaggio dal colore splendido: collo e testa dorate, rosse le piume del corpo e azzurra la coda con alcune penne rosate, ali d’oro e di porpora, lunghe piume erette in cima alla testa o che le scivolano morbidamente giù dal capo. In Egitto la si raffigurava incoronata con l’emblema del disco solare.

Foto di Tatuaggi di una Fenice e una Fenice TribaleLa fenice è conosciuta soprattutto perché risorge dalle sue ceneri. Al termine del suo ciclo di vita (che dura cinquecento anni) essa costruisce un nido a forma di uovo intrecciando ramoscelli delle più pregiate piante balsamiche. Quindi vi si adagia, lascia che i raggi del sole l’incendino e si lascia consumare dalle sue stesse fiamme mentre canta una canzone di rara bellezza. Sia il nido che l’uccello vengono ridotti in cenere, dalle quali sorge una nuova e ancor più splendida fenice. È quindi simbolo di immortalità, poiché si rinnova attraverso la morte e la rinascita ciclica.

I cugini della fenice

Vi sono controparti della fenice in praticamente tutte le culture: sumera, assira, incas, azteca, russa (la leggenda sull’uccello di fuoco), quella dei Nativi americani (dove si chiama Yel), nella mitologia cinese (Feng), indù e buddista (uccello Garuda), giapponese (Ho-oo o Karura) e nella tradizione ebraica (Milcham).

Animali sacri simili alla fenice sono Quetzacoatl, dio uccello (o serpente piumato) dell’America centrale che aveva il dono di morire e risorgere. Da un’antica iscrizione sappiamo che i Maya lo chiamavano Kukulkàn; i Toltechi ne parlano come di un re-sacerdote, che morì forse arso su un rogo cerimoniale (come la fenice). C’è anche Wakonda, uccello del tuono di alcune tribù di Nativi americani. Una fenice compare infine nella saga di Harry Potter, nella versione italiana si chiama Fanny ed è lo spirito guida di Albus Silente, il preside della scuola di magia di Hogwarths.

Della fenice si dice che…

- Dal momento che si crea da sé, non può avere alcun Maestro.
- Essendo un uccello unico (ne esiste soltanto una per volta), è un essere solitario.
- È ancora più solitaria perché non si riproduce e può vivere centinaia d’anni, ma sempre da sola, senza nessuno dei suoi simili.
- Pur essendo lo scopo della sua vita quello di portare la felicità sulla Terra, la fenice ha dovuto rinunciare alla sua felicità terrrena (dal momento che non può avere una compagna). La sua vita è spirituale.

La fenice è esistita?

Nel Medioevo la fenice era identificata con la Risurrezione del Cristo: i doni di entrambi sono ritorno alla vita e immortalità, rinascita ciclica. Tuttavia, molti studiosi di tutti i tempi si sono chiesti se un uccello favoloso come questo sia realmente esistito. Alcuni credono sia un animale della fantasia creato dai seguaci del Dio Sole, per altri il mito della fenice è basato sull’esistenza di un vero uccello dallo splendido piumaggio che viveva nell’antica Asia Minore. Alcuni autori la identificano con il fagiano dorato, con l’ibis o con il pavone; altri ancora, con l’airone rosato o cinerino, basandosi sull’abitudine degli antichi Egizi di festeggiare il ritorno del primo airone cinereo sopra il salice sacro di Heliopolis, evento considerato di buon auspicio, gioia e speranza.

di Mary Tiussi